{"id":3572,"date":"2020-07-01T10:58:49","date_gmt":"2020-07-01T08:58:49","guid":{"rendered":"https:\/\/breachingthewalls.eu\/?p=3572"},"modified":"2020-07-08T15:19:45","modified_gmt":"2020-07-08T13:19:45","slug":"breaching-the-walls-we-do-need-education-si-presenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/breachingthewalls.eu\/en\/2020\/07\/01\/breaching-the-walls-we-do-need-education-si-presenta\/","title":{"rendered":"Proiezione del film As we were dreaming, Cineteca di Bologna 19 novembre 2019"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abSo una filastrocca. La canticchio tra me e me quando la testa comincia a giocarmi strani scherzi. Credo che la cantassimo da bambini saltellando da un rettangolo di gesso all\u2019altro, ma pu\u00f2 essere che me la sia inventata o l\u2019abbia soltanto sognata. Certe volte la recito in silenzio, solo muovendo le labbra, altre mi metto a canticchiarla e nemmeno me ne accorgo perch\u00e9 mi ballano in testa i ricordi, no, non dei ricordi qualsiasi, ma quelli dopo la magnifica caduta del Muro, degli anni in cui siamo, come dire? Venuti in contatto.<\/em><\/p>\n<p><em>[..] Mi fermai in mezzo alla strada a guardare la facciata del vecchio cinema. Il Palast si trovava all&#8217;estremo margine della citt\u00e0, qualche centinaio di metri prima del cartello di fine centro abitato. Era un piccolo cinema poco frequentato gi\u00e0 ai tempi della DDR, e tre anni dopo la riunificazione il tizio che l&#8217;aveva comprato gli aveva dato fuoco, o almeno cos\u00ec girava voce nel quartiere. Ma all&#8217;assicurazione non importava cosa si dicesse in giro, pag\u00f2 e il tizio scomparve. E magari fu davvero solo un incidente, un cortocircuito o una roba del genere, perch\u00e9 nell&#8217;estate dopo la caduta del Muro davano una serie di soft-porno fantastici, ci andava mezzo quartiere a vedere la Mutzenbacher, l&#8217;Histoire d&#8217;O., La fortezza espugnata o Le scolarette confessano: film come questi erano una novit\u00e0 per i cittadini dell&#8217;Est e il tizio del Palast faceva affari d&#8217;oro. Guardai l&#8217;insegna rossa appena sotto il tetto che una volta accendevano per i film in seconda serata, &#8220;Pa ast Theater&#8221;, la &#8220;l&#8221; si era fulminata gi\u00e0 molto prima della riunificazione. Sopra l&#8217;insegna c&#8217;erano due finestrelle con i vetri rotti, i muri tutt&#8217;intorno erano anneriti. Salii sul marciapiede e mi fermai davanti all&#8217;ingresso. Il portone marrone era chiuso con assi inchiodate e su entrambi i battenti erano affissi i cartelli &#8220;Divieto di accesso alle persone non autorizzate&#8221;, come se il cinema diroccato e mezzo bruciato fosse pi\u00f9 allettante di allora, quando il proiezionista o il cassiere andavano nei parchi giochi dell&#8217;Ostw\u00e4ldchen a radunare un altro po&#8217; di bambini per lo spettacolo pomeridiano perch\u00e9 in sala c&#8217;eravamo solo io e Mark, pi\u00f9 altri due o tre figli di alcolizzati, mentre il numero minimo per cominciare la proiezione era dieci. Con i regolamenti non si scherzava.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>(<\/em>Clemens Meyer<em>, Eravamo dei grandissimi<\/em><strong>,\u00a0<\/strong>Keller 2016, ed originale 2006, traduzione di Roberta Gado e Riccardo Cravero)<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019anniversario della Caduta del Muro di Berlino presso la Cineteca di Bologna un doppio appuntamento promosso dal Comune di Lipsia e dal Goethe-Institut di Roma. In collaborazione con Goethe Zentrum Bologna, il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna e la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna.<\/p>\n<ul>\n<li>Presso la Biblioteca Renzo Renzi alle ore 17.30<br \/>\nLettura d\u2019autore: Clemens Meyer<br \/>\nLo scrittore tedesco, con la traduttrice Roberta Gado, legge brani dal suo romanzo Il silenzio dei satelliti, edito in Italia da Keller. Modera Michael Dallapiazza (Universit\u00e0 di Bologna).<\/li>\n<li>Presso il Cinema Lumi\u00e8re alle ore 18.30 la proiezione di\u00a0AS WE WERE DREAMING\u00a0(Als wir tr\u00e4umten, Germania-Francia\/2015) di Andreas Dresen (117\u2019). Introduce Clemens Meyer. Dal Romanzo Eravamo dei grandissimi\u00a0di Clemens Meyer. La narrazione omodiegetica dell\u2019adolescenza, vissuta da un gruppo di amici negli anni a cavallo tra la caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania, tra alcol, droghe, vandalismo e sogni infranti. \u201cAndreas Dresen prosegue la sua cronaca ordinaria della societ\u00e0 tedesca, scavando un solco drammatico che non nega il sorriso e si concede questa volta uno stile eccitato. Esaltato dalle birre e spinto dalla musica elettronica, il film racconta l\u2019et\u00e0 delicata di una nazione e dei suoi figli\u201d (Marzia Gandolfi).<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Breaching the walls. We do need education!<\/em> coglie l\u2019occasione di questo incontro per misurarsi con il tema del prima e del dopo Muro, nel tentativo di traghettare le esperienze narrate dal libro e dal film attraverso la lente dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza, in una riflessione ad ampio raggio sulla vita nella DDR prima della riunificazione e su quella nella Germania dopo l\u201989. Per meglio comprendere i desideri e le speranze\u00a0 di coloro che \u2013 gi\u00e0 adulti ai tempi della caduta del muro &#8211; avevano vissuto nel miraggio dell\u2019Ovest, trovandosi, una volta parte della Germania riunita, a fare i conti con lo scarto tra le proprie aspettative e una realt\u00e0 \u2013 quella scaturita dall\u2019incontro tra Ovest ed Est &#8211; \u00a0spesso pi\u00f9 dura di quanto non avessero immaginato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSo una filastrocca. La canticchio tra me e me quando la testa comincia a giocarmi strani scherzi. 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